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Santo Stefano Briga

Il nostro paese Santo Stefano Briga è situato in una piacevolissima vallata detta Vallata del S Stefano nella quale si "rincorrono" 3 paesini caratteristici,S Margherita , Santo Sefano Medio (ove è nata mia moglie Salvina)e il mio paese Santo Stefano Briga. A quasi tre chilometri dal mare si adagia su delle colline verdi e in primavera esplodono odori e profumi che si diffondono nell'aria provocando una piacevole sensazione di aria pura (classico della Sicilia). Dalle stradine strette e da vicoli caratteristici (non sempre curate dai nostri beneamati politici) il paese  ha numerose sorgenti di acqua pura e fresca,meta di molta gente che ha problemi di reni o semplicemente per bere acqua con assenza di sapore di sodio.Molto suggestive sono le feste padronali di S.Giovanni Battista del 24 giugno,della Madonna della Vena dell'8 settembre nonchè da qualche anno sta prendendo piede il carnevale della Vallata del S.Stefano una sfilata di carri allegorici per mettere un pò d'allegria negli animi dei paesani!! Per arrivare a S.Stefano Briga basta prendere il n° 6 dell'atm e scendere al capolinea... unico problema per arrivare con il mezzo pubblico e quello che salta sempre le corse (non 1 ma diverse!!!) Il paese essendo prevalentemente di origine agricola vi sono tantissime strade serpeggiano le colline limitrofe che portano al vicino pezzolo e con qualche km in più in dei posti come Dinnammare, monte Scuderi, pizzo Bottino,S.Calorio favolosi come panorama e rilassanti poichè si gode veramente la natura.Ah dimenticavo....nel linguaggio locale il paese si chiama Soprano....ecco il nome del sito TABACCHI SOPRANO!!!!

Santo Stefano Briga

Il territorio di Santo Stefano Briga è costituito da monti, colline, di brevi pianure e di burroni è tagliato in mezzo dalla Fiumara. La Rocca Celi costituisce l' imboccatura primaria del territorio del paese.Strana la positura di Santo Stefano di Briga. In grembo a colline di impari altezza che lo proteggono,esso si trova sulla sponda destra della fiumara, anche se  l'insediamento della contrada Barna e Rinazzo stanno espandendo il paese anche nella sinistra. Si inerpica da una parte sulla balza Madonna Vena, dall' altra sulla collina di S. Rocco, al centro appare avvallato. Bellissima la veduta dello stretto di Messina che si può ammirare dall' alto dei nostri colli. Le origini del paese sono incerte: esse potrebbero risalire al sec. IX, quando i Saraceni, sul punto di invadere la Sicilia o mentre ne attuavano l'occupazione, non erano schivi ad abbandonarsi a scorrerie sulle coste. Allora per sfuggire alla morte, alla cattura, al saccheggio, singole persone e famiglie lasciavano i litorali e stabilivano la nuova residenza in contrade interne. L' ubicazione di Santo Stefano Briga fornisce una base logicissima a questa ipotesi. I fondatori furono certo della povera gente( pastori e contadini ). 

I Monumenti   

La chiesa parrocchiale, intitolata a S. Giovanni , sorse verso il 1185,era intitolata in origine a S.Nicola. Ampia, con tre navate,con un'artistica e comoda abside, sormontata da una grande cupola, con un campanile alto 25 m. Davanti all'edificio sacro si estende una piazza : la delimitano in gran parte, sedili di cemento. Dal livello inferiore della piazza una scalinata permette di accedere alla chiesa, attraverso un portale a sesto acuto del 1524. Nell' interno si contano tre altari, sono collocati alle pareti alcuni preziosi dipinti. Un polittico di scuola umbro-marchigiana del 1300. E' formato da dieci riquadri con sfondo di luce dorata, cinque sono posti in alto,gli altri in basso.Tutti sono distinti tra loro da una cornice.Un grande Crocifisso dipinto su tavola, di scuola messinese della fine del '400. Lo si attribuisce a Girolamo Alibrando, nato nel 1470 e che ben presto acquistò il nome di bravo scolaro di Antonello. Un S. Nicolò, tavola di scuola veneziana, del primo '500, una grande tela dal titolo "Madonna del Rosario". Nel quartiere Aranciarella si trova  la chiesetta basiliana dell' Immacolata, conserva al suo interno un affresco normanno del sec. XI, scoperto nell' aprile del 1971 da giovani archeologi. Esso è un' apprezzabile documento dell' arte normanna, anzi l'unico esempio del genere in Sicilia, risalendo al primo periodo dell' insediamento normanno nell' isola, periodo in cui fu rinverdito il culto cristiano. Nel quartiere S. Rocco, sul sommo della balza, la chiesa omonima, la più piccola di quelle che il villaggio vanta. L' architrave della porta d' ingresso reca: 1274. A sud della centrale parrocchia si trovano due chiese: una intitolata a S. Gaetano, fù costruita nei primi decenni del sec.XVI e rimase aperta al culto fino al 1863, l 'abbandono e le intemperie l 'hanno ridotta a un rudere, si conservano solo i muri perimetrali con l' eletto portale cinquecentesco.  L 'altra è il santuario della Madonna della Vena, costruito anteriormente al 1400. Pur essendo semplice la sua struttura architettonica e i suoi motivi decorativi, spira leggiadria, eleganza. Tutta l'arte consiste nel produrre un' incanto. Al suo interno si conserva la statua lignea della Madonna della Vena ( sec. XVIII ). Si segnala infine la chiesa di S. Lucia, adibita oggi a luogo d' incontro e piccolo teatro.

Tradizioni

Come ogni paese, anche a Santo Stefano Briga non mancano tradizioni, leggende che si tramandano da generazioni in generazioni, e come ogni paese alcune sono via via decadute nel tempo. Altre però si conservano ancora oggi. Nei giorni antecedenti la festa della Madonna Vena, si va in cerca, per gli incolti pendii, di ormai gialle cannucce, essiccate dal sole estivo, e se ne formano mazzi o fasci. In dialetto chiamate "cannici", esse vengono bruciate la sera nelle vie e nelle piazze. I fasci di cannici si fanno stare dritte, situando delle pietre alla base, mentre il fuoco le divora a cominciare dalla cima. I ragazzi li scavalcano con ripetuti salti. Facile immaginare gli inconvenienti che ne possono scaturire. Si dice che si bruciano le cannucce come atto propiziatorio contro il fuoco.Un 'altra tradizione di Santo Stefano Briga dura a morire è quella del tamburo. Il suonatore tramandava questo esercizio,da padre a figlio da ben quattro generazioni.Veniva suonato alle quattro del mattino per tutte le vie del paese, era simile a una sveglia perché la gente dopo averlo ascoltato,si alzava per andare alla novena per poi andare a lavorare nelle campagne. 

 

Festività religiose.   

 Il 24 giugno si festeggia il patrono di Santo Stefano Briga: S. Giovanni Battista. Il simulacro del Santo viene portato in processione, sorretto sulle spalle dai fedeli, per le vie del paese. Dopo la processione la banda musicale "V. Bellini" si esibisce in piazza. La festa si conclude con uno spettacolo di fuochi d' artificio L' 8 settembre si festeggia la Madonna della Vena. La statua di Maria viene ricoperta prima della processione con offerte in oro e argento concesse ex voto dai fedeli. Il simulacro viene trasferito il giorno prima dal santuario alla chiesa parrocchiale, per ritornarci poi l' ultima domenica di ottobre.  

 

Tabacchi Soprano e la storia di Santo Stefano Briga 




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